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11/11/2019, 10:41

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5-Piatti-tipici-(perdavvero!)-del-Val-Di-Noto


 



Il Val di Noto non vanta solo il primato di area geografica con più siti insigniti dall’UNESCO del titolo Patrimonio dell’Umanità, ma è anche conosciuto ed amato per le secolari tradizioni culinarie. 
Chi visita il Val di Noto si innamora due volte. La prima: ogni qualvolta visita una città, un monumento o un museo. La seconda: quando si avvicina al modo di cucinare di questa parte di Sicilia, assaporando odori e sapori rimasti immutati. 

Non pensate al celebre cannolo alla ricotta, alla cassata siciliana o alla pasta al forno o alla parmigiana, qui parliamo di piatti che sono stati inventati in Val di Noto e che ancora oggi vengono preparati solo lì. 
Quali sono? Ecco la nostra top 5!

1. Cubbaita o giuggiulena
La parola cubbaita deriva dall’arabo e significa "mandorlato". In Sicilia orientale, la cubbaita è chiamata anche giuggiulèna, termine con il quale si fa riferimento ai semi di sesamo. È, appunto, un croccante siciliano fatto di miele, zucchero, mandorle intere e di sesamo il quale ha una forma di rombo o di rettangolo come la petrafennulla. La cubbaita è consumata soprattutto dopo i pasti del periodo natalizio. Il segreto per goderne al meglio è lasciarla sciogliere pazientemente in bocca. 

2. Teste di Turco
È un dolce tipicamente sciclitano dalla storia inquietante. Si racconta che nel marzo del 1091 una notte si stesse combattendo una battaglia cruciale tra Normanni e Saraceni a Donnalucata, ossia la borgata sciclitana che dà sul mare. I cristiani stavano perdendo e neppure Conte Ruggero sembrava poter fermare le avanzate infedeli, ma all’improvviso su un cavallo bianco apparse la Madonna, vestita con un corsetto rosso ed un manto celeste con in testa una corona d’oro ed in mano una spada che scese in battaglia ucccidendo tantissimi saraceni, le cui teste riempivano Donnalucata. 
La testa di turco è il dolce inventato proprio per ricordare la battaglia ed il miracolo cristiano. È un enorme bignè ripieno di crema e ricotta vaccina dolce farcito con scaglie di cioccolato fondente e granella di mandorle e pistacchi. La forma scelta rappresenterebbe un turbante. Si consuma dopo la fine della rievocazione teatrale autunnale. 

3. Cuddureddi
Dolce tipico del periodo di natale, le cuddureddi prendono il nome da un termine greco che significa "corona". Sono, infatti, dolci fritti aromatizzati con arancia e cannella dalla forma anulare molto elaborata che si realizza con l’uso di un attrezzo specifico ossia il "pettine". Sono state inventate a Delia durante i Vespri Siciliani del 1282-1302 come omaggio alle castellane che vivevano nella fortezza medievale locale. 

4. ’Mpanatigghi
È uno del dolci tipici di Modica. Si narra che sono stati inventati nel XVI secolo al tempo della dominazione spagnola. Precisamente, pare che siano stati proprio gli spagnoli a crearlo dato che la parola "’Mpanatigghi" ricorda molto le parole spagnole "empanadas o empadillas". 
Gli ’Mpanatigghi sono biscotti dalla forma a mezzaluna, farciti con un composto a base di cioccolato, noci, mandorle, zucchero, chiodi di garofano, cannella e con un ingrediente soprendente ossia la carne di manzo. 

5. Scaccia
Da sempre oggetto di contesa tra Ragusa e Modica, la scaccia risale al XVII secolo e veniva preparata di rado. Oggi si trova ovunque e con diversi condimenti anche se non devono mai mancare ingredienti come farina di grano duro, lievito, sale e olio.
Si presenta come una sorta di focaccia ripiena la cui pasta viene tirata sottilmente e poi farcita e ripiegata su se stessa. Se a Modica viene farcita soprattutto con la ricotta in abbinamento di cipolla, verdure o carne o la variante al pomodoro con acciughe e prezzemolo, a Ragusa la più diffusa è quella a base di salsa di pomodoro e caciocavallo stagionato grattugiato. 
La paternità contesa tra Ragusa e Modica ha fatto sì che a Ragusa nel 2017 si è inaugurata la prima edizione della Festa Ra Scaccia mentre a Modica ogni anno si svolge la Sagra della Scaccia. 

Sinceri: non vi è venuta voglia di provarli? Non perdete tempo: il Val di Noto vi aspetta! 

30/10/2019, 13:30

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Val-di-Noto:-tutti-i-luoghi-del-Commissario-Montalbano
Val-di-Noto:-tutti-i-luoghi-del-Commissario-Montalbano


 



Da quando il personaggio di Salvo Montalbano è uno dei più celebri commissari d’Italia grazie all’omonima fiction che si basa sui libri di Andrea Camilleri, la domanda più gettonata è diventata: "Dove viene girata la fiction?"
Tutte le location sono in Val di Noto, riscoperto e da anni meta ambita di turisti che provengono da ogni parte del mondo. 
Ma quali sono i luoghi pluripresenti e protagonisti della fiction sul Commissario Montalbano? 
Ecco, quindi, tutte le location in cui sono ambientate le vicende del Commissario Montalbano con l’augurio che possiate visitarle tutte almeno una volta nella vita.

IL COMMISSARIATO DI VIGATA
Sarà capitato tantissime volte di vedere entrare ed uscire il Commissario Montalbano (interpretato da Luca Zingaretti) dal commissariato di Vigàta con le scale all’entrata ed una facciata in stile barocco o di vederlo seduto nel suo ufficio. 
Ebbene, quel che è nella fiction il commissariato di Vigàta, nella realtà è il Municipio situato su Piazza Italia di Scicli e l’ufficio del Commissario altro non è che la stanza del Sindaco sciclitano. 
Aneddoto: sempre a Scicli si trova la Questura di Montelusa che corrisponde a Palazzo Iacono.

LA CASA DI MONTALBANO
Di solito ogni puntata della fiction si apre con il Commissario Montalbano che è a casa sua o dentro l’acqua intento a farsi una nuotata. 
Nella realtà, la "famosa" casa di Montalbano si trova a Marinella, una frazione di Santa Croce Camerina, precisamente in Corso Aldo Moro 44 ed è un B&B. 
La spiaggia che spesso si vede è quella di Punta Secca ma anche del litorale ragusano. 
Aneddoto: vicino la casa di Montalbano vi è pure un faro costruito nel 1853 dalla Marina, una chiesetta e la Torre Scalambri.

LA TRATTORIA DA CALOGERO 
Il Commissario Montalbano è un buongustaio. Una volta diventato Commissario a Vigàta è andato alla ricerca del locale in cui potesse mangiare e bere bene. Il ristorante scelto e che non riesce a sostituire con un altro è la Trattoria da Calogero. 
In realtà la Trattoria da Calogero si chiama "La Rusticana" ed è a Ragusa Ibla in Corso 25 aprile. 

STUDIO DEL DOTTOR PASQUANO
Si trova a Ragusa Ibla ed è il Circolo di conversazione il luogo conosciuto come lo studio del Dottor Pasquano nel quale sono state girate le celebri scene del confronto sull’esito dell’autopsia della vittima o del "ruba cannolo". 

RESIDENZA DI BALDUCCIO SINAGRA 
In realtà è il Castello di Donnafugata, la sontuosa dimora ottocentesca, in cui si svolgono moltissimi dei dialoghi tra il Commissario Montalbano ed il boss mafioso Balduccio Sinagra, inclusa la suggestiva terrazza e il labirinto in cui sono state girate alcune scene de "La gita a Tindari". 
Aneddoto: sempre a Scicli si trova la Questura di Montelusa che corrisponde a Palazzo Iacono.

LA TONNARA
Nella fiction spesso si fa riferimento ad una tonnara come location di delitti o di sopralluoghi. Non è una tonnara ma bensì la Mannàra, situata a est di Sampieri dove c’è lo scoglio del Pisciotto con la fornace Penna.
Quale miglior occasione del Ponte dei Morti per visitare i luoghi di Montalbano scoprendo anche sapori e profumi e fotografandosi al grido: "Montalbano sono!"

23/10/2019, 10:44

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5-motivi-per-visitare-il-Val-di-Noto
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È conosciuta come Val di Noto l’area sud orientale della Sicilia diventata famosa nel mondo grazie alla fiction sul Commissario Montalbano e a Chiara Ferragni che l’ha scelta per il giorno più importante della sua vita. 
La particolare posizione geografica unita alle temperature gradevoli in ogni stagione e allo stile barocco presente nelle città fanno sì che il Val di Noto sia una delle mete più ambite da ogni turista affamato di mondo. Non a caso è il territorio con più siti considerati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. 
Chi viene in Val di Noto non può fare a meno di visitare 5 città presenti nell’area ossia Modica, Ragusa, Scicli, Caltagirone e Noto. 
Non distraetevi, ma prendete nota perché vi sveleremo tutto quel che c’è da sapere di questi 5 tesori siciliani!

Modica
La città si estende in un’ampia zona che comprende un monte ed una distesa. Per questo, chi vi abita distingue tra Modica alta e Modica bassa. Per il particolare raggruppamento di case addossate l’una sull’altra, Modica è stata definita il "presepe naturale" e dal 2002 Patrimonio UNESCO. 
Da secoli è la patria del cioccolato realizzato con il metodo azteco, protagonista del ChocoModica, e da qualche anno uno dei posti più visitati grazie alla fiction sul Commissario Montalbano. 
Il "Duomo di San Giorgio" ed il "Duomo di San Pietro" oltre ad essere espressione del più elegante barocco, valgono la permanenza a Modica. 

Ragusa
Colpita da un terremoto devastante nel 1963, Ragusa oggi si divide in due grandi centri cittadini: Ragusa e Ragusa Ibla collegate tra loro attraverso un percorso a scale. 
Quest’ultima è stata ricostruita interamente dopo il terremoto sulla base dell’antico impianto medievale. 
Ragusa è patrimonio UNESCO dal 2002, riconoscimento che le è stato dato per costruzioni come il Duomo di San Giorgio, la Cattedrale di San Giovanni Battista o la Chiesa di San Giuseppe. Da non perdere è il Giardino Ibleo. 
Tra gli eventi più importanti si segnalano: Scale del Gusto nel mese di Ottobre e A tutto volume nel mese di Giugno. 

Scicli
Scicli è una cittadina situata in un’ampia vallata fra le colline rocciose. 
È diventata famosa per essere il luogo in cui si trova il "commissariato di Vigata", ma Scicli ha ben altri meriti. Dal 2002 è Patrimonio UNESCO per essere la culla del barocco. La via Mormino Penna attraverso cui si snoda il centro storico congiunge gli estremi della città mentre si susseguono il municipio, la Chiesa di San Giovanni Evangelista, la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo e la Chiesa di Santa Maria La Nova. 
Da non perdere i tradizionali eventi come la Festa delle Milizie, il Gioia e il Taranta Sicily Fest. 

Caltagirone
Situata tra i monti Iblei ed Erei, Caltagirone è stata vittima del terremoto del 1693 che la rase al suolo. 
Oggi la città è un autentico esempio di bellezza naturale unita allo stile barocco, elementi grazie ai quali è stata insignita del titolo di Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2002. 
Famosa nel mondo per la ceramica presente nella città in scale, balconi, balaustre e facciate nonché in numerosi oggetti decorati come le c.d. "teste di moro".
La Chiesa di Santa Maria del Monte, la scalinata decorata con le maioliche, la Corte Capitanale, la Chiesa di S. Pietro e la Chiesa di san Francesco di Paola sono solo alcuni degli edifici che danno prestigio e lustro all’architettura di Caltagirone e la rendono un polo museale a cielo aperto dove potersi esprimere liberamente. 

Noto
È definita la "Capitale del Barocco" ed è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2002. 
Il Barocco è il protagonista della città. È presente ovunque: nei balconi, nelle case e nelle chiese. Infatti, il Palazzo Nicolaci, la Cattedrale di San Nicolò, il Palazzo Ducezio, la Chiesa di San Domenico e la Chiesa del Santissimo Crocefisso sono esempi della bellezza architettonica che contraddistingue la città. 
A sud della città, sulla costa, è possibile scorgere l’Isola delle Correnti, luogo molto suggestivo proprio perché è il punto in cui si incontrano il Mar Ionio ed il Mar Mediterraneo. Imperdibile nel mese di Maggio è l’Infiorata di Noto. 
Cosa aspetti? Vieni in Val di Noto!


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